
Un membro di questo gruppo (uno a caso, con il nome che comincia con una nota musicale e finisce con un genere musicale originario della Giamaica) mi rimprovera sempre di non scrivere mai su questo blog. Lui non sa che, prima di scrivere qui, devo consultare il mio agente e prendere tutte le precauzioni possibili: ogni mia parola, infatti, viene in genere travisata e strumentalizzata dalla stampa faziosa, per non parlare poi di una certa parte della magistratura che non perde occasione per.... ehmmmm... scusate, quando faccio la vittima tendo sempre ad identificarmi con un certo personaggio.
Ebbene, caro membro di questo gruppo (uno a caso, con il nome che comincia con una nota musicale e finisce con un genere musicale originario della Giamaica), stavolta scrivo... e non scrivo in un'occasione qualsiasi.
Scrivo oggi, 18 Marzo 2010, in occasione del secondo compleanno del gruppo che allora chiamammo "The UnParaventoDiVimini" e che oggi chiamiamo "The UnParaventoDiVimini" (sì, lo chiamiamo sempre nello stesso modo, ma è meglio specificarlo). Il mio intento è fare tanti auguri a te, caro membro di questo gruppo (uno a caso, con il nome che comincia con una nota musicale e finisce con un genere musicale originario della Giamaica), e a tutti gli altri componenti del medesimo, originari (come il sottoscritto) e acquisiti.
Come avrai notato, caro membro di questo gruppo (uno a caso, con il nome che comincia con una nota musicale e finisce con un genere musicale originario della Giamaica), per allungare il brodo di questo post sto usando molte ripetizioni, specialmente quando mi rivolgo a te, caro membro di questo gruppo (uno a caso, con il nome che comincia con una nota musicale e finisce con un genere musicale originario della Giamaica).
E' un piccolo espediente letterario, già usato prima di me da fior di scrittori come Uilliam Sciècspir, Oscar Uaild, Ciarls Dichens... solo che loro non potevano usare CTRL+V.
Abbiamo tutte le fortune, noi uomini del futuro. E una di queste è essere qui a festeggiare i due anni di vita dei TUPDV.
Sì, certo, tra duecento anni ci saranno altri uomini del futuro che potrebbero festeggiare i 202 anni di vita dei TUPDV... ma ovviamente tra duecento anni nessuno si ricorderà più dei TUPDV, e quindi non avranno un bel nulla da festeggiare. Ah ah ah ah... poveretti, non li invidio per niente!








