Premessa doverosa H.H.I. non è la sigla di un nostro nuovo gruppo/progetto (anche perchè al massimo avrei accennato al progetto Multy Python, ma questa è un'altra storia...) ma è l'acronimo dell'appuntamento storico quanto snobbato, Homo Homini Indianapolis.
Ma veniamo alla frase del giorno, in tutti i sensi, visti i toni palesemente piccanti:
- La mia nudità è troppo espressiva ci vogliono palati forti per dugustare.
Si, dugustare. Alla mia domanda "ma intendeva degustare, sommo maestro?" lui ha risposto: "no no, dugustare... è giusto così, vedrai che un giorno lo capirai.." queste parole accompagnate da una carezza. Chissà cosa mi avrà voluto comunicare.
lunedì 25 maggio 2009
mercoledì 6 maggio 2009
Comunicazione di servizio
Buongiorno, il contratto con la OltreOgniVimini & Co. che ci forniva il background di vimini per il blog è scaduto. La società non intende rinegoziare il contratto e quindi, al momento, stiamo trovando nuovi fornitori di vimini.
Per adesso abbiamo ottenuto uno sfondo con un classico legno da parquet, ma se avete altre idee o segnalazioni da farci al riguardo, non esitate.
Per adesso abbiamo ottenuto uno sfondo con un classico legno da parquet, ma se avete altre idee o segnalazioni da farci al riguardo, non esitate.
martedì 28 aprile 2009
Homo homini Indianapolis - 7
Eh si. Proprio lui. Ed ecco la sua frase, oggi come non mai dalla valenza psichedelica:
- L'ego mi riempie la pancia dall'interno... poteva andare un po' più in giù?
C'è ancora qualcuno che non strabuzza gli occhi leggendo queste massime? Credo proprio di no..
Buona giornata.
- L'ego mi riempie la pancia dall'interno... poteva andare un po' più in giù?
C'è ancora qualcuno che non strabuzza gli occhi leggendo queste massime? Credo proprio di no..
Buona giornata.
mercoledì 22 aprile 2009
Di chi, di che cosa? (compl. di specificazione)
Di chi o di cosa, abbiamo bisogno, noi giovini utilizzatori dell'arte come forma di comunicazione? Abbiamo bisogno di consensi o di critiche. Comunque, della presenza di qualcuno. Cosa siamo diventati, ordunque? Successi, insuccessi, siccensui, soprattutto cessi, e mille altri fattori hanno indebolito quelle catene che ci tenevano legati. Pat Condicio, ad esempio, ormai da tempo ha intrapreso la strada. Di cosa? La strada, punto. Parrucca e trucco ed il gioco è fatto. Soldi facili, direte voi, ma sempre soldi sono, secondo lui.
Malcolm J. ha cominciato ad instaurare rapporti di amicizia con personaggi sempre più potenti, nell'ambito della produzione musicale. Ruffianandosi mega produttori americani ha perso tutto il suo estro musicale per finire come soprammobile in un lussuoso appartamento di New York.
Ed IndiaNapoliS, che tutti, erroneamente chiaman Lello? Lui è ancora lì, Leone nella foresta, con la sua folta criniera. Il problema è che il cibo scarseggia e, in tempi di magra, bisogna
sapersi inventare un mestiere. Ci sta pensando su, ma questo, inevitabilmente, gli porta via un bel po' di tempo.
Omàigod, l'ultimo arrivato, è stato pure il primo ad andarsene. Forse perchè ha capito tutto, troppo, direi. Di lui si sono perse le tracce, alcuni lo hanno avvistato tra le Ande, altri sui Monti
Lepini.
E cosa sono diventato io? Un bambino che non sa più sognare? E come guarire questo male... Mettersi ancora a dormire? Sembra un cane che si morde la coda.
Questo non sarà un post, come è accaduto in passato, di rivalsa. Non cercherò quello che si è perso. Non sarà un post utile a lenire queste ferite. Sarà un post dedicato alla cucina.
Ricetta del giorno: Crocchette di baccalà e patate.
Ingredienti per 4 persone: 300 gr di patate, 150 gr di baccalà dissalato, 1 uovo piccolo, prezzemolo tritato, 1/2 spicchio d'aglio, sale, olio per friggere. Lessate le patate sbucciate e tagliate a dadi in acqua salata e lessate anche il pesce, separatamente, in acqua non salata. Scolate bene il tutto e riducete le patate a puré. Unite il pesce schiacciato con una forchetta, l'uovo intero, sale e prezzemolo e l'aglio sminuzzato. Formate delle palline grosse come noci e allineatele su un piatto. Friggete le crocchette di baccalà in abbondante olio ben caldo e asciugatele su carta assorbente. Potete friggerle direttamente così oppure impanarle nel solito modo per ottenere un guscio più croccante.
Ed ora, sempre perchè mi piace stupirvi, un passo dalle Sacre Scritture:
1 Ts 5, 4-5
Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.
Ed ecco il momento che molti aspettavano. No, non stiamo parlando del Giudizio Universale, ma di Homo homini Indianapolis - 6!
- L'unica cosa che non so riciclare, è il tempo perso.
Suerte e Cuica a tutti voi.
Malcolm J. ha cominciato ad instaurare rapporti di amicizia con personaggi sempre più potenti, nell'ambito della produzione musicale. Ruffianandosi mega produttori americani ha perso tutto il suo estro musicale per finire come soprammobile in un lussuoso appartamento di New York.
Ed IndiaNapoliS, che tutti, erroneamente chiaman Lello? Lui è ancora lì, Leone nella foresta, con la sua folta criniera. Il problema è che il cibo scarseggia e, in tempi di magra, bisogna
sapersi inventare un mestiere. Ci sta pensando su, ma questo, inevitabilmente, gli porta via un bel po' di tempo.
Omàigod, l'ultimo arrivato, è stato pure il primo ad andarsene. Forse perchè ha capito tutto, troppo, direi. Di lui si sono perse le tracce, alcuni lo hanno avvistato tra le Ande, altri sui Monti
Lepini.
E cosa sono diventato io? Un bambino che non sa più sognare? E come guarire questo male... Mettersi ancora a dormire? Sembra un cane che si morde la coda.
Questo non sarà un post, come è accaduto in passato, di rivalsa. Non cercherò quello che si è perso. Non sarà un post utile a lenire queste ferite. Sarà un post dedicato alla cucina.
Ricetta del giorno: Crocchette di baccalà e patate.
Ingredienti per 4 persone: 300 gr di patate, 150 gr di baccalà dissalato, 1 uovo piccolo, prezzemolo tritato, 1/2 spicchio d'aglio, sale, olio per friggere. Lessate le patate sbucciate e tagliate a dadi in acqua salata e lessate anche il pesce, separatamente, in acqua non salata. Scolate bene il tutto e riducete le patate a puré. Unite il pesce schiacciato con una forchetta, l'uovo intero, sale e prezzemolo e l'aglio sminuzzato. Formate delle palline grosse come noci e allineatele su un piatto. Friggete le crocchette di baccalà in abbondante olio ben caldo e asciugatele su carta assorbente. Potete friggerle direttamente così oppure impanarle nel solito modo per ottenere un guscio più croccante.
Ed ora, sempre perchè mi piace stupirvi, un passo dalle Sacre Scritture:
1 Ts 5, 4-5
Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.
Ed ecco il momento che molti aspettavano. No, non stiamo parlando del Giudizio Universale, ma di Homo homini Indianapolis - 6!
- L'unica cosa che non so riciclare, è il tempo perso.
Suerte e Cuica a tutti voi.
martedì 31 marzo 2009
Homo homini Indianapolis - 5
Scusate il ritardo (cit.)
Prendendo spunto da un breve quanto intenso dialogo, tra IndiaNapoliS e Pat Condicio, ecco la frase degna di essere riportata:
- Quella non è panza, è solo un difetto della maglia.
E con questa frase rivolta a Pat, rivolgiamo a nostra volta numerosi auguri in notevole ritardo, al nostro caro chitarrista-bassista-voce scenica e oscenica.
Prendendo spunto da un breve quanto intenso dialogo, tra IndiaNapoliS e Pat Condicio, ecco la frase degna di essere riportata:
- Quella non è panza, è solo un difetto della maglia.
E con questa frase rivolta a Pat, rivolgiamo a nostra volta numerosi auguri in notevole ritardo, al nostro caro chitarrista-bassista-voce scenica e oscenica.
sabato 21 marzo 2009
L'Evento in sordina
E' passato in sordina, l'Evento dell'anno.
Ma sordina è dire poco, visto che non se ne è ricordato nessuno... nemmeno gli stessi componenti del gruppo.
Di cosa stiamo parlando? Semplice: del primo anno di vita del The UnParaventoDiVimini Project.
Ebbene sì, il 18 marzo il gruppo ha compiuto un anno di vita... ed ha spento idealmente la candelina di questo primo anno con la stessa verve di un uomo anziano che soffia sulla minestra bollente.
Un anno. E' tempo di bilanci. E, viste tutte le pastarelle ingurgitate durante questo lasso di tempo, è anche tempo di bilance.
Voltandoci indietro riusciamo a scorgere ancora il vivido ricordo del giorno in cui, tra le grigie mura lavorative, DoTheSka e Malcolm J. decisero con entusiasmo di dare vita al Progetto. E ricordiamo anche la furibonda collutazione di quella sera stessa, a causa delle prime divergenze. Da quel giorno, fino ad oggi, si sono viste tante cose: pastarelle, cavi, ronzii misteriosi, macchie di grasso, cuiche, Oliver Onions, acceleratori di particelle, schede audio, registrazioni cancellate, maltrattamenti (quasi tutti verso Pat Condicio), altre pastarelle, poesie, farneticazioni, Laure Pausini, sudore (quasi tutto di Pat Condicio... del resto sono noti i suoi problemi di traspirazione), storielle tibetane, viaggi internazionali, turbe intestinali... e chi più ne ha, più ne metta.
Solo una cosa manca per suggellare adeguatamente questo anno così ricco: un concerto. Il concerto che i fan (ad oggi se ne contano almeno 20 "ufficiali") chiedono a gran voce.
Ma chissà che dietro quel Paravento non si nasconda proprio un evento del genere...
Ma sordina è dire poco, visto che non se ne è ricordato nessuno... nemmeno gli stessi componenti del gruppo.
Di cosa stiamo parlando? Semplice: del primo anno di vita del The UnParaventoDiVimini Project.
Ebbene sì, il 18 marzo il gruppo ha compiuto un anno di vita... ed ha spento idealmente la candelina di questo primo anno con la stessa verve di un uomo anziano che soffia sulla minestra bollente.
Un anno. E' tempo di bilanci. E, viste tutte le pastarelle ingurgitate durante questo lasso di tempo, è anche tempo di bilance.
Voltandoci indietro riusciamo a scorgere ancora il vivido ricordo del giorno in cui, tra le grigie mura lavorative, DoTheSka e Malcolm J. decisero con entusiasmo di dare vita al Progetto. E ricordiamo anche la furibonda collutazione di quella sera stessa, a causa delle prime divergenze. Da quel giorno, fino ad oggi, si sono viste tante cose: pastarelle, cavi, ronzii misteriosi, macchie di grasso, cuiche, Oliver Onions, acceleratori di particelle, schede audio, registrazioni cancellate, maltrattamenti (quasi tutti verso Pat Condicio), altre pastarelle, poesie, farneticazioni, Laure Pausini, sudore (quasi tutto di Pat Condicio... del resto sono noti i suoi problemi di traspirazione), storielle tibetane, viaggi internazionali, turbe intestinali... e chi più ne ha, più ne metta.
Solo una cosa manca per suggellare adeguatamente questo anno così ricco: un concerto. Il concerto che i fan (ad oggi se ne contano almeno 20 "ufficiali") chiedono a gran voce.
Ma chissà che dietro quel Paravento non si nasconda proprio un evento del genere...
lunedì 16 marzo 2009
Homo homini Indianapolis - 4
Non vedevate l'ora, vero? Visto che il gruppo sta vivendo un momento di estrema pigrizia, dal punto di vista artistico, l'unica attività che rimane viva è il commento alle manifestazioni artistiche di IndiaNapoliS. Manifestazioni che avvengono in maniera naturale. Sarebbero tanti gli aneddoti da raccontare, ma non ci vogliamo discostare dal tema centrale. E vista la pigrizia menzionata precedentemente, ecco la frase di oggi:
- Il mio credo mi impone la pigrizia come virtù.
Se qualcuno ne aveva il dubbio, ora ha la certezza.
Del resto anche Seneca scrisse qualcosa di importante sull'ozio e le sue virtù. Ora sta a voi.
- Il mio credo mi impone la pigrizia come virtù.
Se qualcuno ne aveva il dubbio, ora ha la certezza.
Del resto anche Seneca scrisse qualcosa di importante sull'ozio e le sue virtù. Ora sta a voi.
lunedì 9 marzo 2009
Homo homini Indianapolis - 3
Eccoci qui, stiamo alla terza settimana ed ecco il terzo appuntamento con le massime di IndiaNapoliS.
Nonostante lo scetticismo di alcuni critici narrativi a livello mondiale (alla domanda cosa ne pensa di IndiaNapoliS, il noto critico americano Jeffrey Pugliese ha risposto: "Who?!") noi continuiamo con questo angolo di cultura. Perchè si.
La frase di oggi è la seguente:
- La mente e il parlato non viaggiano sulla stessa locomotiva, è un discorso di saper prendere le coincidenze
Sappiamo prendere le coincidenze, o viviamo di coincidenze? La mente e ciò che esce dalla nostra bocca, vanno di pari passo? Non dico quando beviamo in eccesso, in quel caso è normale che manchi un certo collegamento... qui andiamo nel profondo, nel comportamento dell'uomo all'interno del suo ambiente. No?
Medidate gente, meditate.
Nonostante lo scetticismo di alcuni critici narrativi a livello mondiale (alla domanda cosa ne pensa di IndiaNapoliS, il noto critico americano Jeffrey Pugliese ha risposto: "Who?!") noi continuiamo con questo angolo di cultura. Perchè si.
La frase di oggi è la seguente:
- La mente e il parlato non viaggiano sulla stessa locomotiva, è un discorso di saper prendere le coincidenze
Sappiamo prendere le coincidenze, o viviamo di coincidenze? La mente e ciò che esce dalla nostra bocca, vanno di pari passo? Non dico quando beviamo in eccesso, in quel caso è normale che manchi un certo collegamento... qui andiamo nel profondo, nel comportamento dell'uomo all'interno del suo ambiente. No?
Medidate gente, meditate.
lunedì 2 marzo 2009
Homo homini Indianapolis - 2
Ecco la nuova frase del Sommo, che ci/vi/li permetterà di riflettere anche questa settimana:
- I preliminari sono utili all'inizio, poi serve altro.
Sembrerebbe qualcosa di freddo quanto scontato. Ma pensateci bene, chi di noi, nella vita, non fa altro che fermarsi ai preliminari?
A voi l'ardua sentenza...
- I preliminari sono utili all'inizio, poi serve altro.
Sembrerebbe qualcosa di freddo quanto scontato. Ma pensateci bene, chi di noi, nella vita, non fa altro che fermarsi ai preliminari?
A voi l'ardua sentenza...
lunedì 23 febbraio 2009
Homo homini Indianapolis
Vivendo a contatto con un personaggio come IndiaNapoliS (nome d'arte di Lello, ma penso che ormai non serva neanche ricordarlo) non sempre ci accorgiamo delle perle di saggezza che spesso il maestro riesce a tirar fuori, anche dal più sterile degli argomenti. Basta una semplice chiaccherata alla macchinetta del caffè, e la tua giornata si illumina. Poi, diciamocelo, lui è anche un tipo un po' schivo, riservato, non è come quelle persone che ti sommergono di frasi e giudizi e che quindi, prima o poi, ci azzeccano. Per questo motivo, nasce una rubrica dedicata alle sue massime. Frasi gettate lì, con licenze poetiche e senza seguire, almeno da un superficiale giudizio, una logica.
Quindi eccomi qui a raccogliere, settimanalmente, una frase del nostro mentore (per questa occasione le frasi saranno due) per poi commentarle e condividerle con tutti voi, cercando di capirne il significato e quale insegnamento possano dettare alle nostre menti (spesso malate o fortemente danneggiate)
Ma veniamo alle frasi:
- Le storie non iniziano mai con un lieto fine.
- C'è sempre un tiempo per seminare, poi qualcuno raccoglierà.
Un breve commento da parte mia. Sulla prima frase, che dire. E' il nuovo tormentone del nostro secolo. Un loop infernale, ma alla base dell'esistenza stessa. Diciamo un "mi illumino di immenso" della nostra generazione, ma con un lieve retrogusto malinconico.
Sulla seconda frase, c'è una piccola citazione alla lingua spagnola che rende il tutto più esotico. E così immaginiamo campi al sole delle Americhe del sud, dove le nostre idee crescono, aspettando il fazendero di turno... ma non voglio andare oltre. Lascio a voi ulteriori commenti!
Quindi eccomi qui a raccogliere, settimanalmente, una frase del nostro mentore (per questa occasione le frasi saranno due) per poi commentarle e condividerle con tutti voi, cercando di capirne il significato e quale insegnamento possano dettare alle nostre menti (spesso malate o fortemente danneggiate)
Ma veniamo alle frasi:
- Le storie non iniziano mai con un lieto fine.
- C'è sempre un tiempo per seminare, poi qualcuno raccoglierà.
Un breve commento da parte mia. Sulla prima frase, che dire. E' il nuovo tormentone del nostro secolo. Un loop infernale, ma alla base dell'esistenza stessa. Diciamo un "mi illumino di immenso" della nostra generazione, ma con un lieve retrogusto malinconico.
Sulla seconda frase, c'è una piccola citazione alla lingua spagnola che rende il tutto più esotico. E così immaginiamo campi al sole delle Americhe del sud, dove le nostre idee crescono, aspettando il fazendero di turno... ma non voglio andare oltre. Lascio a voi ulteriori commenti!
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