martedì 28 aprile 2009

Homo homini Indianapolis - 7

Eh si. Proprio lui. Ed ecco la sua frase, oggi come non mai dalla valenza psichedelica:

- L'ego mi riempie la pancia dall'interno... poteva andare un po' più in giù?

C'è ancora qualcuno che non strabuzza gli occhi leggendo queste massime? Credo proprio di no..
Buona giornata.

mercoledì 22 aprile 2009

Di chi, di che cosa? (compl. di specificazione)

Di chi o di cosa, abbiamo bisogno, noi giovini utilizzatori dell'arte come forma di comunicazione? Abbiamo bisogno di consensi o di critiche. Comunque, della presenza di qualcuno. Cosa siamo diventati, ordunque? Successi, insuccessi, siccensui, soprattutto cessi, e mille altri fattori hanno indebolito quelle catene che ci tenevano legati. Pat Condicio, ad esempio, ormai da tempo ha intrapreso la strada. Di cosa? La strada, punto. Parrucca e trucco ed il gioco è fatto. Soldi facili, direte voi, ma sempre soldi sono, secondo lui.
Malcolm J. ha cominciato ad instaurare rapporti di amicizia con personaggi sempre più potenti, nell'ambito della produzione musicale. Ruffianandosi mega produttori americani ha perso tutto il suo estro musicale per finire come soprammobile in un lussuoso appartamento di New York.
Ed IndiaNapoliS, che tutti, erroneamente chiaman Lello? Lui è ancora lì, Leone nella foresta, con la sua folta criniera. Il problema è che il cibo scarseggia e, in tempi di magra, bisogna
sapersi inventare un mestiere. Ci sta pensando su, ma questo, inevitabilmente, gli porta via un bel po' di tempo.
Omàigod, l'ultimo arrivato, è stato pure il primo ad andarsene. Forse perchè ha capito tutto, troppo, direi. Di lui si sono perse le tracce, alcuni lo hanno avvistato tra le Ande, altri sui Monti
Lepini.
E cosa sono diventato io? Un bambino che non sa più sognare? E come guarire questo male... Mettersi ancora a dormire? Sembra un cane che si morde la coda.
Questo non sarà un post, come è accaduto in passato, di rivalsa. Non cercherò quello che si è perso. Non sarà un post utile a lenire queste ferite. Sarà un post dedicato alla cucina.

Ricetta del giorno: Crocchette di baccalà e patate.

Ingredienti per 4 persone: 300 gr di patate, 150 gr di baccalà dissalato, 1 uovo piccolo, prezzemolo tritato, 1/2 spicchio d'aglio, sale, olio per friggere. Lessate le patate sbucciate e tagliate a dadi in acqua salata e lessate anche il pesce, separatamente, in acqua non salata. Scolate bene il tutto e riducete le patate a puré. Unite il pesce schiacciato con una forchetta, l'uovo intero, sale e prezzemolo e l'aglio sminuzzato. Formate delle palline grosse come noci e allineatele su un piatto. Friggete le crocchette di baccalà in abbondante olio ben caldo e asciugatele su carta assorbente. Potete friggerle direttamente così oppure impanarle nel solito modo per ottenere un guscio più croccante.

Ed ora, sempre perchè mi piace stupirvi, un passo dalle Sacre Scritture:
1 Ts 5, 4-5

Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.

Ed ecco il momento che molti aspettavano. No, non stiamo parlando del Giudizio Universale, ma di Homo homini Indianapolis - 6!

- L'unica cosa che non so riciclare, è il tempo perso.

Suerte e Cuica a tutti voi.

martedì 31 marzo 2009

Homo homini Indianapolis - 5

Scusate il ritardo (cit.)
Prendendo spunto da un breve quanto intenso dialogo, tra IndiaNapoliS e Pat Condicio, ecco la frase degna di essere riportata:

- Quella non è panza, è solo un difetto della maglia.

E con questa frase rivolta a Pat, rivolgiamo a nostra volta numerosi auguri in notevole ritardo, al nostro caro chitarrista-bassista-voce scenica e oscenica.

sabato 21 marzo 2009

L'Evento in sordina

E' passato in sordina, l'Evento dell'anno.
Ma sordina è dire poco, visto che non se ne è ricordato nessuno... nemmeno gli stessi componenti del gruppo.
Di cosa stiamo parlando? Semplice: del primo anno di vita del The UnParaventoDiVimini Project.
Ebbene sì, il 18 marzo il gruppo ha compiuto un anno di vita... ed ha spento idealmente la candelina di questo primo anno con la stessa verve di un uomo anziano che soffia sulla minestra bollente.
Un anno. E' tempo di bilanci. E, viste tutte le pastarelle ingurgitate durante questo lasso di tempo, è anche tempo di bilance.
Voltandoci indietro riusciamo a scorgere ancora il vivido ricordo del giorno in cui, tra le grigie mura lavorative, DoTheSka e Malcolm J. decisero con entusiasmo di dare vita al Progetto. E ricordiamo anche la furibonda collutazione di quella sera stessa, a causa delle prime divergenze. Da quel giorno, fino ad oggi, si sono viste tante cose: pastarelle, cavi, ronzii misteriosi, macchie di grasso, cuiche, Oliver Onions, acceleratori di particelle, schede audio, registrazioni cancellate, maltrattamenti (quasi tutti verso Pat Condicio), altre pastarelle, poesie, farneticazioni, Laure Pausini, sudore (quasi tutto di Pat Condicio... del resto sono noti i suoi problemi di traspirazione), storielle tibetane, viaggi internazionali, turbe intestinali... e chi più ne ha, più ne metta.
Solo una cosa manca per suggellare adeguatamente questo anno così ricco: un concerto. Il concerto che i fan (ad oggi se ne contano almeno 20 "ufficiali") chiedono a gran voce.
Ma chissà che dietro quel Paravento non si nasconda proprio un evento del genere...

lunedì 16 marzo 2009

Homo homini Indianapolis - 4

Non vedevate l'ora, vero? Visto che il gruppo sta vivendo un momento di estrema pigrizia, dal punto di vista artistico, l'unica attività che rimane viva è il commento alle manifestazioni artistiche di IndiaNapoliS. Manifestazioni che avvengono in maniera naturale. Sarebbero tanti gli aneddoti da raccontare, ma non ci vogliamo discostare dal tema centrale. E vista la pigrizia menzionata precedentemente, ecco la frase di oggi:

- Il mio credo mi impone la pigrizia come virtù.

Se qualcuno ne aveva il dubbio, ora ha la certezza.
Del resto anche Seneca scrisse qualcosa di importante sull'ozio e le sue virtù. Ora sta a voi.

lunedì 9 marzo 2009

Homo homini Indianapolis - 3

Eccoci qui, stiamo alla terza settimana ed ecco il terzo appuntamento con le massime di IndiaNapoliS.
Nonostante lo scetticismo di alcuni critici narrativi a livello mondiale (alla domanda cosa ne pensa di IndiaNapoliS, il noto critico americano Jeffrey Pugliese ha risposto: "Who?!") noi continuiamo con questo angolo di cultura. Perchè si.
La frase di oggi è la seguente:

- La mente e il parlato non viaggiano sulla stessa locomotiva, è un discorso di saper prendere le coincidenze

Sappiamo prendere le coincidenze, o viviamo di coincidenze? La mente e ciò che esce dalla nostra bocca, vanno di pari passo? Non dico quando beviamo in eccesso, in quel caso è normale che manchi un certo collegamento... qui andiamo nel profondo, nel comportamento dell'uomo all'interno del suo ambiente. No?
Medidate gente, meditate.

lunedì 2 marzo 2009

Homo homini Indianapolis - 2

Ecco la nuova frase del Sommo, che ci/vi/li permetterà di riflettere anche questa settimana:

- I preliminari sono utili all'inizio, poi serve altro.

Sembrerebbe qualcosa di freddo quanto scontato. Ma pensateci bene, chi di noi, nella vita, non fa altro che fermarsi ai preliminari?
A voi l'ardua sentenza...

lunedì 23 febbraio 2009

Homo homini Indianapolis

Vivendo a contatto con un personaggio come IndiaNapoliS (nome d'arte di Lello, ma penso che ormai non serva neanche ricordarlo) non sempre ci accorgiamo delle perle di saggezza che spesso il maestro riesce a tirar fuori, anche dal più sterile degli argomenti. Basta una semplice chiaccherata alla macchinetta del caffè, e la tua giornata si illumina. Poi, diciamocelo, lui è anche un tipo un po' schivo, riservato, non è come quelle persone che ti sommergono di frasi e giudizi e che quindi, prima o poi, ci azzeccano. Per questo motivo, nasce una rubrica dedicata alle sue massime. Frasi gettate lì, con licenze poetiche e senza seguire, almeno da un superficiale giudizio, una logica.
Quindi eccomi qui a raccogliere, settimanalmente, una frase del nostro mentore (per questa occasione le frasi saranno due) per poi commentarle e condividerle con tutti voi, cercando di capirne il significato e quale insegnamento possano dettare alle nostre menti (spesso malate o fortemente danneggiate)
Ma veniamo alle frasi:

- Le storie non iniziano mai con un lieto fine.

- C'è sempre un tiempo per seminare, poi qualcuno raccoglierà.

Un breve commento da parte mia. Sulla prima frase, che dire. E' il nuovo tormentone del nostro secolo. Un loop infernale, ma alla base dell'esistenza stessa. Diciamo un "mi illumino di immenso" della nostra generazione, ma con un lieve retrogusto malinconico.
Sulla seconda frase, c'è una piccola citazione alla lingua spagnola che rende il tutto più esotico. E così immaginiamo campi al sole delle Americhe del sud, dove le nostre idee crescono, aspettando il fazendero di turno... ma non voglio andare oltre. Lascio a voi ulteriori commenti!

venerdì 13 febbraio 2009

Parliamo del nuovo membro di Vimini: Omàigod

Ormai era diventato il segreto di Pulcinella. Da tempo l'ombra di questo artista aleggiava sul gruppo e quindi un suo ingresso era inevitabile, ora che è parte integrante della band e l'etichetta discografica ci ha dato l'ok, possiamo pubblicare la sua biografia ufficiale:

Nasce su una piattaforma petrolifera in mezzo all'Oceano Atlantico. I suoi primi anni di vita non sono facili, sulla piattaforma non c'è molto da fare, ma uno degli operai addetti all'estrazione del petrolio gli insegna l'utilizzo del cucchiaio. All'età di 16 anni va a vivere finalmente sulla terra ferma, utilizzando le nozioni ricevute sulla piattaforma comincia a fare il benzinaio, ma gli manca tremendamente il mare. Camminando lungo la spiaggia di Torvajanica, trova una chitarra abbandonata e comincia a suonare questo strumento. Passa intere giornate a suonarla, tanto che il datore di lavoro lo licenzia. Comincia a mancargli tremendamente anche l'odore di benzina che insieme al mare, gli ricordavano la piattaforma petrolifera, di cui ha una foto gelosamente custodita dentro una scatola di latta. Al'età di 26 anni fonda un gruppo "The Piattaforma Petrolifera di Latta" e arrivano i primi successi. Dopo anni di attività musicale, decide che la latta non è più un materiale di suo gradimento e compie il saltò di qualità: comincia ad amare il vimini. Costruisce una piattaforma di vimini che poi diventerà il pontile di Torvajanica, la sera stessa, durante i festeggiamenti per l'evento, si ubriaca e il giorno dopo si risveglia a casa di DoTheSka con, in una mano, un contratto firmato che lega le sue prestazioni artistiche e una fornitura di pastarelle periodica al gruppo T.U.P.D.V., e, nell'altra mano, una bottiglia di whisky.

Questo post vuole salutare questo nuovo artista che sicuramente non deluderà le nostre e vostre aspettative.

martedì 3 febbraio 2009

Una luce fioca...

Poche persone potrebbero attraversare una crisi così forte e rimanere indenni. Quando, giorno dopo giorno, problemi e imprevisti assalgono un gruppo musicale, anche i componenti più duri possono vacillare. Pat ha vacillato subito, ad esempio. Tanto che per giorni il suo nick è stato "Pat Vacillatio", ma questa è un'altra storia. Il gruppo ha trovato la compattezza di un tempo e anche se i problemi non sono del tutto risolti (Malcolm J. ha il dito anulare della mano sinistra fratturato in più parti, per via di un litigio furibondo con un giornalista che pronunciava il suo nome Malcom, senza la l in mezzo...) si intravede una via d'uscita.
IndiaNapoliS ha preso spunto dalla situazione e ha scritto queste parole:

Il crepuscolo del mattino è sorto albeggiando con la sua luce fioca spargendo nell'etere l'evento ultra clou: 'la risurrection del TheUnParaventoDiVimini Project', la band chillout più fuorviante del cosmo si è riaccesa risorgendo, si è riappropriata dei suoi strumenti e sono pronti a ricalpestare la musica per irradiare all'unisono con la loro sonorità le tube uditive dei fans, sollecitando le trombe di Eustachio a femmine, malafemmine, masculi e presbiteri, agiranno con lo stesso impeto che fa la primavera con le ciliegie ....

Queste parole sono come una nuova fonte di energia per il gruppo. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto "è l'ora della risurrection" con accento napo-spagnolo. Il bello è che lo abbiamo detto così, di getto e contemporaneamente. E con le lacrime agli occhi. E con una pastarella in mano.
Nuovi progetti sono in fase di studio. Ma è presto per anticiparvi questi futuri nuovi scenari. Intanto è attiva la pagina su Facebook. Nessuno ne sentiva l'esigenza, ma per motivi contrattuali andava fatto.
T.U.P.D.V. è ancora vivo e aleggia tra di voi, ma non voltatevi indietro, non abbiate paura. Mica è una malattia. E' la voglia di condividere un sorriso, un momento, un gesto, una canzone, una poesia. E' la voglia di mettersi in gioco. E' la voglia di cuica.